venerdì 20 marzo 2020

Bocchetta del Cantone

Itinerario cicloalpinistico molo impegnativo, adatto solo a bikers allenti e abituati agli ambienti di alta montagna. Si spalla la bici per 1000d+ su terreno impervio e superando alcuni tratti attrezzati con catene. Il premio però è la discesa fantastica lungo la Val Saliente su un terreno molto tecnico e ripido, per veri vert riders. Ciliegina sulla torta per i più golosi è la possibilità di salire la Corna dei Cavalli aggiungendo 40 minuti di portage per raidare poi il sentiero che scende direttamente dalla cima.

Punto di Partenza: Livigno
Dislivello: 1000mt
Difficoltà: S4
Link per la traccia: https://itinerari.mtb-mag.com/tours/view/20461

Itinerario:
Dal parcheggio posto all'inizio del lungolago di Livigno si imbocca la Val Veira per un sentiero nel bosco su fondo molto bello caratterizzato da un continuo saliscendi e da qualche strappetto ripido. Il sentiero permette di inoltrarci in Val Veira ed'è tutto quasi completamente pedalabile fino alla Baita del Pastore. La valle è molto selvaggia e poco frequentata, veramente incantevole. Dalla baita in poi la bici prenderà posto sulle nostre spalle e saliremo un sentiero via via sempre più ripido (alcuni tratti attrezzati con catene, pay attention) che costeggiando i ghiagioni basali della Corna dei Cavalli ci depositerà alla Boccetta del Cantone. Chi volesse da qui può raggiungere con altro portage la cima della corna. Passati all'assetto discesa il sentiero si lancia in Val saliente e si presenta subito molto impegnativo, un paio di passaggi con catene ci costringeranno a scendere di sella) ma il resto è veramente molto molto spettacolare per chi possiede un' ottima tecnica. Giunti al Baitel de la Sascia si attraversa la valle e si continua su un sentiero divertente che sorpassa numerose vallette. Dopo un tratto attrezzato ci godiamo l'unico pezzo flow della giornata che ci farà sbucare al Pont de la Calcheira e, in breve, a Livigno.
Si imbocca la Val Veira

Sentiero sempre pedalabile

Ambiente incontaminato...

Fin troppo!!


Ultime pedalate prima di spallare

Cascata nei pressi della "Baite del Pastore"

Spallaggio cattivo

Ormai nei pressi della bocchetta

E via con la discesa

giovedì 19 marzo 2020

Tour del Lago Nero

Questo bel tour permette di visitare l'ameno lago nero e le valli che circondano i laghi di Cancano. Le diverse discese sono sempre molto flow e permettono di divertirsi su sentieri scorrevoli e mai tecnici, mollare i freni è d'obbligo!! Alcune parti del giro ricalcano tratti dell'Alta Valtellina Bike Marathon una gara che viene disputata il primo week end di Luglio ogni anno.

Punto di partenza: Livigno
Dislivello: 1600mt
Difficoltà: S2
Link per la traccia: https://itinerari.mtb-mag.com/tours/view/20460

Itinerario: 
Da Livigno si sale lungo la strada provinciale al passo d'Eira e da qui si imbocca una strada asfaltata prima e sterrata in seguito che permette di inoltrarci in Val Trela. Imbocchiamo quindi un sentiero molto bello che con un lungo falsopiano e vari strappetti ci conduce fino in fondo alla valle al passo di Trela. Dal passo affrontiamo la prima breve discesa di giornata che ci porta alla malga Trela dove dovremo riprendere a salire per svalicare in Val Vezzola. La salita è per un singletrack molto breve e ripido che ci farà guadagnare presto la bocchetta di Trela. Seconda discesa della giornata, veloce e scorrevole che ci porta su una sterrata che prosegue fino a un gruppo di baite diventando poi singletrack. Questo tratto è molto suggestivo, si pedala in una gola sul sentiero che costeggia la riva del fiume in un posto molto selvaggio. Sbucati dalla gola il sentiero si impenna e a noi toccherà il portage quotidiano per raggiungere l'incantevole lago nero e la selletta appena dietro posta sulla dorsale del monte Rocca da cui partirà la splendida discesa verso Livigno. La prima parte di sentiero è forse quella più appagante dal punto di vista tecnico, qualche roccione e qualche tornantino aggiungono un pò di pepe più in basso invece si torna sul sentiero flow e scorrevole fino a Trepalle. Qui il sentiero procede in falsopiano e ci farà tornare in Val Trela questa volta però, al posto che salire, scenderemo in Val Tort. Sentiero bellissimo con lo sfondo del lago di Livigno e magari i colori del tramonto. Giunti al lago per ciclabile in breve alla macchina.

In salita lungo la Val di  Trela

Quasi al passo

via con la prima discesa

Si risale per la Val Vezzola

Splendido Lago Nero




E via verso Livigno


mercoledì 18 marzo 2020

Bormio3000 - Bocca di Profa e valle delle Presure

 Giro la cui salita può essere totalmente meccanizzata utilizzando la funivia che da Bormio sale ai 3000 m di quota della Cima Bianca (Bormio 3000). Segue una picchiata di 2000 m di dislivello caratterizzata da una parte centrale ripida e tecnica. Vale quindi la solita considerazione: se il cosiddetto “vert” è il vostro genere ricorderete a lungo questa discesa, in caso contrario la ricorderete ugualmente ma con ben altro spirito.
La prima parte di discesa è in comune con quella molto più nota che porta a Santa Caterina Valfurva, dopodichè si cambia versante per entrare nella selvaggia Valle delle Presure, esattamente di fronte alla gigantesca frana (40 milioni di metri cubi!) che trent'anni fa uccise 35 persone e distrusse quattro centri abitati. 

Punto di Partenza: Bormio
Difficoltà: S3+

Itinerario: 

Usciti dalla stazione di arrivo della funivia, la si aggira e dopo un breve tratto lungo il crinale si cambia versante. Fino ai Bei Laghetti, piccoli laghi alpini di un blu persino innaturale, il sentiero attraversa una zona di sfasciumi e presenta un paio di ripidi strappetti in salita.
Dai Bei Laghetti si raggiunge in un attimo la Bocca di Profa, punto in cui si abbandona il sentiero che porta a Santa Caterina. Ancora un tratto relativamente scorrevole con una breve risalita a spinta, dopodichè si passa a fianco del Lago delle Tre Mote, dove comincia la parte più impegnativa della discesa.
Al pianoro dell'Alpe di Profa si respira un attimo, poi la pendenza riprende e si incontra ancora qualche passaggio tecnico. L'attraversamento del torrente delle Prasure può risultare un po' avventuroso dopo forti piogge, ma nell'estate 2017 è stato realizzato un rudimentale ponte che facilita la vita (finchè dura...).
Di nuovo un breve tratto pedalato, poi un bel flow fino alla prima Alpe Profa (Profa Alta), dove si trova l'unica fontana di tutta la discesa e l'uomo dell'alpe che vi darà dei pazzi dicendo che quello non è un sentiero adatto alle bici. Dirgli che si sbaglia e che vi state divertendo non servirà a nulla, neppure se ormai vi conosce e vi vede passare di lì per l'ennesima volta.
In fondo all'alpe tenere d'occhio la traccia GPS per imboccare il sentiero giusto, il quale entra nel bosco e prosegue con qualche passaggio ripido fino alla Profa Mezzana e da lì alla Profa Bassa. Ora si piega a nord entrando in un toboga naturale che sembra modellato apposta per le bici, dopodichè un lungo traverso vi scodellerà su una sterrata che confluisce sulla pista alta realizzata a suo tempo per bypassare la frana. Da qui si rientra a Bormio.


Fuori da Bormio3000 parte il sentiero

Bei laghetti, le "canarie" nostrante

Tra terra e acqua
Laghetti di Profa
Valle delle Presure



Piz Umbrail e lago di Rims

"La vetta dimenticata" così un vecchio report di Mtb Mag definiva il Piz Umbrail e il suo giro allora calcalto da pochissimi bikers o meglio forse ancora da nessuno. Il susseguirsi degli eventi ha fatto si che ora persino su trailforks la traccia del giro sia chiamata "the unforgotten peak" e centinaia di bikers ogni estate vengono in pellegrinaggio nel perco dello Stelvio per percorrere questo super tour che vi farà godere per tutta la giornata.

Punto di Partenza: Bormio
Dislivello: 2500mt
Difficoltà: S2+
Link per la traccia: https://itinerari.mtb-mag.com/tours/view/8411

Itinerario:
Da Bormio bisogna raggiungere pedalando oppure attraverso il servizio bus (carica fino a 4 bike) o shuttle il passo dello Stelvio da cui si sale la ripida rampa che porta al Rifugio Garibaldi dove parte la prima discesa di giornata, su una vecchia mulattiera militare, fino al passo Umbrail. Adesso inizia la lunga ascesa al pizzo Umbrail e i suoi 3000mt!! Ci aspettano 600d+ di bici spinta e portata (attenzione a alcuni passaggi con le catene) che ci depositano direttamente in vetta.
La discesa si svolge sul versante opposto per un bel sentiero roccioso ma facile con splendida vista sul Lago di Rims e le sue azzurre acque. Sotto il lago il sentiero rimane sempre molto bello e scorrevole (attenzione nei week end ai vari pedoni) e ci immette sulla strada sterrata in Val Mora: scendendo andremo a S.Maria noi invece proseguiamo verso il passo di Val Mora per ritornare a Cancano. Pochi km di salita ci permettono di svalicare e, tramite una sterrata prima e un sentiero poi, raggiungeremo i laghi di Cancano in località S.Giacomo. Pedalando "lungolago" arriviamo alle Torri di Fraele e qui abbiamo due possibilita: 1) quella in traccia cioè scendere lungo il divertente sentiero che taglia la strada asfaltata fino a Premadio e da qui per asfalto a Bormio 2) Prendere la Ferrarola e arrivare alla pozza e da qui in breve su asfalto a Bormio.
Dal passo Umbrail la prima parte di salita è a tratti pedalabile

Il ghiaione che adduce alla cima

Qualche metro di catene

Quasi fatta, l'Ortles dietro sorveglia

To the TOP!

Magnifico lago di Rims

Discesa sempre molto molto divertente

Si ritorna a Cancano per la splendida Val Mora

martedì 17 marzo 2020

Ponti Tibetani ai Forni

Che dire, il bacino dei Forni è uno degli angoli più incontaminati dell'Alta Valtellina e qui, al cospetto delle cime più alte: Gran Zebrù, Tresero, Pasquale, San Matteo si svolge questo bellissimo itinerario che regala panorami mozzafiato, discese adrenaliniche e un tratto di sentiero tenico adatto ai bikers più allenati. Il ghiacciaio dei Forni fa da sfondo a buona parte del giro ed'è sicuramente la ciliegina sulla torta.

Punto di partenza: Santa Caterina Valfurva
Dislivello: 1500mt
Difficoltà: S2+
Link per la traccia: https://itinerari.mtb-mag.com/tours/view/20456

Itinerario: 
Dal parcheggio si imbocca la strada asfaltata che conduce al Rifugio Forni, la strada non è molto lunga ma ha belle pendenze e fa guadagnare quota velocemente. Raggiunto il rifugio dei Forni (eventualmente in shuttle) abbiamo due opzioni: procedere direttamente sulla sterrata verso il rifugio Branca oppure, come in traccia, dirigersi brevemente verso la Pizzini per poi affrontare un single track in quota con panorami splendidi che porta al Branca. Qualche passaggio del trail si affronta giù di sella ma sicuramente è un'alternativa più appagante che la diretta. Giunti al Rifugio Branca seguendo i cartelli imbocchiamo la discesa e, superato il laghetto, un lungo tratto pianeggiante ci porta al canale che dovremo risalire per giungere alla bocca del ghiacciaio. Qui per una decina di minuti si mette la bici in spalla fino a giungere agli isolotti rocciosi collegati tra loro dai vari ponti tibetani. Il panorama nemmeno a dirlo è incredibile e grazie ai ponti si passa sopra il ghiacciaio senza fatica. Attraversato questo tratto inizia la discesa vera e propria seguendo il sentiero glaciologico basso molto veloce e scorrevole che ci riporta in località Saletina proprio di fronte al Rifugio dei Forni. Adesso ci toccherà di nuovo portare la bicicletta per qualche minuto per imboccare il secondo tratto di discesa molto tecnico che ci farà sbucare nei proti sottostanti il rifugio Stella Alpina. Se qualcuno volesse evitare questo tratto di sentiero può scendere su asfalto e ricollegarsi da qui. Adesso il sentiero diventa di nuovo molto flow e, dopo alcuni tornanti, ci fa sbucare in località Cerena. Dietro alle baite seguiamo il sentiero che, attraversato un torrente, continua nel fitto bosco e ci condurrà fino al parcheggio. Eventualmente i Ponti Tibetani possono essere combinati percorrendo prima questo trail, creando quindi un giro completo per i più allenati.



Sulla strada per il Rifugio Branca

Traverso panoramico Pizzini/Branca

Sempre in bella compagnia

Ci si avvicina ai Ponti Tibetani

Eccoli!!!

E via alle danze
Prima parte molto Flow e divertente

Seconda parte più tecnica e lenta ma sempre SUPER!!


Passo di Dombastone

Quando un giro in bike diventa un'avventura forse si ha trovato la formula magica per i trails che verranno ricordati come.. the best! Il Passo di Dombastone fa da spartiacque tra la provincia di Sondrio e di Brescia e regala un ampio giro a anello avventuroso, a tratti passa in posti molto selvaggi dove è facile non incontrare anima viva nemmeno a piedi. Unico requisito avere un buon allenamento per via della lunghezza e del dislivello ma sopratutto un ottima tecnica in discesa per divertirsi lungo il sentiero che dal passo scende fino a Sondalo.

Punto di Partenza: Sondalo
Dislivello: 2200mt
Difficoltà: S3+
Link per la traccia: https://itinerari.mtb-mag.com/tours/view/20455 (la traccia parte dal passo del Mortirolo)

Itinerario: 

Dal parcheggio dell' Iperal di Sondalo si imbocca la strada provinciale che scende verso Grosio e si imbocca, nei pressi di Tiolo, la salita per il passo del Mortirolo. La salita non ha bisogno di presentazioni: 13km e 1300mt di dislivello da gustarsi su una delle salite più famose del Giro (può essere comodo arrivare qui con uno shuttle). Giunti al passo svalichiamo in provincia di Brescia e seguiamo l'asfalto verso la località Pianaccio. Terminato l'asfalto si imbocca una strada sterrata che scende verso la malga di Val Bighera dalla quale imboccheremo, nei prati appena sotto, il primo trail della giornata che ci porterà nel cuore della Val Grande al centro del Parco dello Stelvio. La discesa è divertente e mai difficile su un sentiero a tratti flow a tratti sconnesso. Raggiunta la strada della Val Grande si riprende a pedalare su sterrato in direzione del rifugio Occhi, le ultime rampe metteranno a dura prova le gambe ma il contesto mozzafiato in cui si è ripaga di tutto. Il rifugio è sempre aperto e non custodito, funziona come un bivacco e potrebbe essere una buona idea per spezzare in due giorni il giro. Dopo il giusto relax si parte alla volta del passo, mettetevi il cuore in pace son 500mt D+ con la bici in spalla in compagnia solo di cervi e camosci. Nell'ultimo anno la traccia di sentiero è stata allargata e sistemata rendendo ancora più agevole la salita. Eccoci all'agognato passo di Dombastone proprio sul crinale che divide le due provincie, adesso non resta che lanciarci a tutta verso Sondalo. I primi 50mt di discesa scendono lungo un canale difficilmente percorribile in sella, dopodichè giunti nella piana, si imbocca il sentiero (all'inizio solo traccia poi migliora) che ci porta verso le Baite di Dombastone che si raggiungono dopo un tratto pianeggiante. Se le baite sono aperte chiedete di Amos, è lui il guardiano di questi posti. Dalle baite in giù parte un sentiero, sempre molto curato, tecnico, ripido che corre lungo la massima pendenza del bosco e che ci condurrà velocemente nei prati sopra Mondadizza (frazione di Sondalo). Qui seguendo prima una sterrata e poi l'asfalto ritorneremo al parcheggio.



Mortirolo, la prima grande salita

Il sentiero che porta in Val Grande, alle spalle il monte Pagano

Fantastica Val Grande

Rifugio S.Occhi

Verso il passo, si pedala per poco...

si spinge quasi sempre!


Ormai al passo di Dombastone

#torelli

Discesa bella ma impegnativa

Baite di Dombastone


e giù verso Sondalo

Alla caratteristica santella a metà sentiero


lunedì 16 marzo 2020

Traversata Boero / Profa

Un giro indimenticabile nel pieno del parco dello Stelvio. La salita verso Boero è su asfalto fino alla frazione di Frontale e in seguito su una sterrata con pendenze molto molto cattive, farla tutta in sella sarà una bella sfida. Da Boero parte un bellissimo single track pianeggiante che attraversa il versante meridionale del Corno di Boero e ci deposita a Profa pronti per gustarci una super discesa che sembra fatta apposta per le bike.

Punto di Partenza:  Le Prese
Dislivello: 1500mt
Difficoltà: S2+
Link per la traccia: https://itinerari.mtb-mag.com/tours/view/20449

Itinerario:
Dal parcheggio della locanda dei cacciatori a Le Prese si imbocca la strada asfaltata che conduce alla frazione di Frontale e lo si supera seguendo le indicazioni per Fumero. Arrivati a un tornante noteremo un cartello del parco con indicazioni per Boero e una ripida strada sterrata, è la nostra. Da qui passeremo per le baite di Pravadina, Asola, Boero di Sotto e infine Boero, le pendenze saranno sempre cattive con alcuni strappi al limite. Da Boero, dopo una meritata pausa, si segue il cartello con le indicazioni per Profa Alta e, lasciate le ultime baite, si imbocca un single track nel bosco che alterna tratti pianeggianti, qualche strappetto in salita e qualche leggera discesa, sempre in grande esposizione e con panorami bellissimi. Superate alcune valli rientreremo nel bosco e sbucheremo nella piana che ospita le baite di Profa Alta. In fondo ai prati si imbocca il sentiero di discesa che alterna tratti di bosco ai prati che ospitano le baite di Profa mezzana e Profa bassa. La discesa è bellissima, scorrevole e con alcuni tratti piccanti. Arrivati a San Bartolomeo si segue l'asfalto che ci riporta lungo la provinciale e in breve al parcheggio dei cacciatori.

La parte di sterrata prima di Pravadina

Appena prima di Asola troverete la rampa più hard

Bellissimo Boero

All'inizio del traverso verso Profa

Super!!!

Sempre pedalabile tranne alcuni brevi punti

Wonderful Profa Alta

Beata gioventù